Credito al consumo

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I PAGAMENTI... E LE BANCHE?




10/09/09

La crisi sembra attenuarsi un poco, in generale. Segnali di ottimismo arrivano un po' da tutte le parti. Soprattutto dalle istituzioni, dai governi, dalle associazioni di categoria. Il nostro settore, quello dell'aftermarket, non ha risentito in questo primo semestre come altri della crisi. La domanda, pur evidentemente più debole, non è crollata; anzi, in generale possiamo dire che si è mantenuta più o meno sui livelli dell'anno passato. I problemi per noi arrivano da altre parti. I produttori di componenti hanno, a seguito della pesante crisi delle vendite delle Case auto, passato un semestre di continua cassa integrazione. Questo ha significato per il ricambio consegne non in linea con le richieste del mercato, ritardi, mancanza di prodotto e mancanza di gamma. Inoltre, anche nel nostro settore è ormai di attualità il problema del credito. La difficoltà di incasso da parte del cliente finale (utente) si ribalta su per la catena distributiva colpendo le officine, i negozi di ricambi, i distributori e in ultimo i componentisti.

La crisi che stiamo vivendo è, come tutti ricordano, stata originata da istituzioni finanziarie, da operatori borsistici e dalle banche stesse. Le banche però oggi non stanno facendo il possibile per aiutare i settori produttivo e distributivo. L'accesso al credito è sempre più difficile. Confindustria e il ministero dell'economia spingono perché si allenti la morsa e soprattutto i piccoli e medi operatori possano rifiatare. Il capo dell'ufficio studi dell'ABI (Associazione delle Banche), il dottor Torriero, ha dichiarato "Noi siamo costretti a tenere il denaro liquido con un tasso di remunerazione più bassa di quella che paghiamo alla Banca Europea proprio perché le imprese non ci chiedono prestiti in misura sufficiente". Trovo che sia una dichiarazione straordinaria! C'è però del vero, ma solo per quanto riguarda la liquidità! La Banca Europea infatti alla fine di maggio ha fornito al sistema bancario 442 miliardi all'1% per 12 mesi. Pochi giorni dopo, i depositi delle banche presso la BCE sono passati da 10 miliardi a 250 miliardi.





Questo significa che il sistema bancario ha scelto di parcheggiare la liquidità presso la Banca Centrale Europea piuttosto che erogare crediti. È sorprendente poi notare che soprattutto le banche più importanti, più internazionali, più diffuse sul territorio sono quelle che meno vanno incontro alle esigenze del settore. E parlo di Montepaschi, BNL, Intesa San Paolo e Unicredit. La stessa Banca d'Italia stima che nell'ultimo anno i prestiti erogati siano diminuiti di un terzo. D'altro canto gli Istituti più legati al territorio e di dimensioni più contenute come le Casse di Risparmio, il Credito Cooperativo e le Banche Popolari hanno proceduto con direi più "lungimiranza", cercando e trovando sovente le soluzioni più adatte a ogni singola azienda e realtà territoriale. Parlo di "lungimiranza" perché la clientela non dimenticherà quando il mercato sarà tornato più o meno normale e forse ne beneficerà il settore retail delle aziende di credito, che sono state più vicine agli imprenditori. È vero che le banche nel 2008 hanno ridotto i loro utili del 50% rispetto al 2007 e che nel primo periodo del 2009 hanno ridotto di un 39%, ma se continuano su questa strada gli utili continueranno a contrarsi e i clienti saranno sempre più in difficoltà.

Sembra che il "sistema grandi banche" voglia vedere prima come andrà l'autunno e come si presenterà, per poi muoversi di conseguenza. La buona notizia è che è stata inserita nel pacchetto governativo anche la possibilità di blocco della restituzione dei prestiti per almeno un anno. Questo potrebbe dare un po' di fiato alle aziende. Ma i grandi operatori bancari devono snellire il loro iter decisionale perché, anche quando vengono prese decisioni e dedicati finanziamenti alle piccole e medie imprese, vale quanto detto dal Presidente della Federdistretti: "A monte l'Associazione Bancaria può aprire tutti i rubinetti che vuole, ma a valle si continua a vedere poca acqua".

Il sistema bancario italiano ha scelto di parcheggiare la liquidità presso la Banca Centrale Europea, piuttosto che erogare crediti



Autore: Riccardo Buttafarro



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