Credito al consumo

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IL DRAGONE CINESE




31/03/10

er l'auto si è chiuso un 2009 che ha avuto, a seconda delle nazioni, chiari e scuri. Anche se gli "scuri" sono stati quasi la normalità. È un anno che ha segnato lo spartiacque tra un certo modo di pensare, di produrre, di vendere e di "consumare" l'auto. D'ora in poi nulla sarà più come prima. Siamo tutti stati sommersi da notizie sulla crisi in generale, su quella dell'auto e sulla nostra industria nazionale, la Fiat, che è sempre più internazionale. Forse abbiamo un po' trascurato quella parte del mondo che, per quanto riguarda l'auto, ha nuovamente destato stupore e meraviglia e anche un po' di invidia. Parliamo del mercato dell'auto cinese (esclusi i veicoli commerciali e pesanti che pure hanno fatto record anche loro). Le misure adottate dalla Cina, il numero dei suoi abitanti, la voglia di cambiare rispetto a un ieri sempre più lontano hanno fatto sì che nel 2009 il mercato dell'auto abbia immatricolato ben il 55,1 per cento in più dell'anno 2008, che già era stato molto importante.

Le vendite sono state pari a 8.205.030 unità. L'anno prima erano state 5.290.380. Una progressione incredibile anche rispetto alle capacità produttive installate e in via di installazione. Le vetture cinesi vendute sono state, nel corso del 2009, 2.422.440 mentre quelle non cinesi 5.782.590. Tra le Case auto non cinesi, le più vendute sono risultate le seguenti: Volkswagen (1.360.660); GM (787.620); il gruppo PSA (272.300); Ford (242.790); Hiunday/Kia (821.010), Toyota (657.980); Honda (566.830); Nissan (544.850) e Suzuki (230.020). Il solo mese di dicembre ha registrato vendite superiori a tutto il 2001. Sembra veramente un secolo fa e non nove anni di differenza. Anche per quanto riguarda la dimensione delle vetture c'è stato un cambiamento verso un maggiore acquisto di vetture basic e di piccole dimensioni. In effetti, la quota di mercato delle vetture small è ormai sopra il 20% e tende a salire. Il Governo ha ridotto le tassazioni per tutti i modelli con motore inferiore a 1.6 litri e gli effetti si sono immediatamente visti.





Naturalmente il nuovo benessere, la voglia di apparire, la volontà di avere e di essere al di sopra della media hanno spinto al rialzo (oltre la media) anche la vendita dei SUV e delle vetture "di lusso". L'anno scorso in tale settore la domanda si è incrementata del 73%, segnando un nuovo massimo storico a circa 680.000 unità. Bisogna anche tenere conto che le realtà produttive cinesi (Case auto) che sono innumerevoli (ad oggi sono più di 80) dovranno concentrarsi in futuro, anche per volontà del Governo, ma già oggi esprimono attraverso almeno tre Gruppi una realtà incontestabile. Parliamo di Chery, BYD e Geely. Chery, che lo scorso anno aveva venduto 210.610 vetture con una quota del 3,8% quest'anno ha raggiunto il rispettabile volume di 392.540, con una quota del 4,8%. A sua volta Geely che aveva venduto 145.610 vetture con una quota del 2,8% l'anno passato ha raggiunto quota 3,2% con vendite pari a 259.890 unità. BYD ha poi battuto tutti (come incremento), sia le cinesi che le altre marche.

Infatti, contro un 2008 pari a 169.820 con il 3,2% di quote è balzata a 435.630 con quote al 5.3% e un incremento pari al 156%! È il leader dei fabbricanti locali. E le previsioni per il 2010? Non è facile capirlo. Il Governo vuole raffreddare l'economia e quindi sta riducendo l'accesso al credito per ridurre i consumi e la crescita in generale. Sta adottando una serie di misure calmieratrici incrociate tra loro per evitare che una bolla finanziaria colpisca il Paese come ha colpito i mercati occidentali. Però il mese di gennaio 2010 mostra di nuovo che il mercato sta continuando la sua inarrestabile marcia. Sono stati immatricolati autoveicoli in gennaio (auto, commerciali, autocarri. etc.) per un totale di 1,66 milioni di unità, più del doppio rispetto a gennaio 2009. È stato battuto anche il record appena stabilito in dicembre 2009 di 1,4 milioni. Le sole autovetture hanno guadagnato su gennaio 2009 il 113%, pari a 1,32 milioni di unità. Come finirà e come continuerà? Una cosa è certa: sta diventando una specie di "miracolo" continuo. n

Foto: Per confrontarsi con Riccardo Buttafarro, mail a: info@csrto.it



Autore: Riccardo Buttafarro



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