INCASSI: RITARDO ANNUNCIATO
È difficile districarsi tra le innumerevoli e continue previsioni circa la durata della crisi o, almeno, sull'attenuazione dei suoi effetti negativi sull'economia, sulle imprese e sulle famiglie. Una considerazione comunque prevale: anche quando la crisi sarà alle spalle, i problemi di sviluppo e di crescita della nostra economia permarranno se non si vorranno eliminare le cause più profonde che oggi, e sicuramente anche domani, impediranno di portarci almeno al livello dei nostri partner europei. L'accenno ai Paesi della UE non è casuale se si hanno presenti i due fattori negativi che recentemente, appunto anche in sede UE, sono stati messi in rilievo in quanto riguardano particolarmente le nostre piccole imprese e soprattutto quelle che operano nei settori dei servizi tecnici e delle lavorazioni specialistiche, comprese naturalmente quelle che riguardano direttamente l'autocarrozzeria: l'eccessivo costo del denaro e i ritardi negli incassi dei crediti. È poco consolante affermare che l'azienda che incassa in ritardo dai clienti a sua volta paga in ritardo i suoi fornitori.
Non si può infatti dimenticare, quando si prendono in esame i problemi delle piccole aziende, che la loro forza contrattuale è ridotta quando il contraente è un soggetto "forte". PMI: costo del denaro troppo alto Un recente rapporto di Confartigianato mette in rilievo che, nonostante il calo dei tassi tra ottobre 2008 e marzo 2009, il divario tra gli interessi pagati dalle imprese e l'Euribor a tre mesi (cioè il tasso di riferimento dei prestiti sul mercato interbancario) è salito da 1,23 punti a 2,88 punti. Nello stesso periodo, il tasso ufficiale di sconto è sceso dal 4% all'1,50%. Non allo stesso ritmo si è mosso il tasso pagato dalle imprese, che è passato dal 6,1% di aprile 2008 al 4,52% del marzo scorso. Il credito, in Italia, costa di più che negli altri Paesi europei. Questo divario esisteva anche prima della crisi, ma era meno accentuato. Il denaro non solo è caro, ma scarseggia. A marzo il 28,2% delle imprese ha denunciato una riduzione del credito, soprattutto perché le banche richiedono maggiori garanzie.
In concreto, si segnala che tra la crisi e le restrizioni da parte delle banche, la dinamica dei prestiti è rallentata, in particolare per le piccole imprese. A marzo del 2009 le aziende con meno di 20 addetti hanno indicato un aumento dei prestiti superiore appena dell'1,1% rispetto al 2008, mentre nello stesso periodo le imprese medio-grandi segnalano una crescita del 4,9%. Come si vede quindi, le maggiori difficoltà le incontrano le imprese minori, sia artigiane che di servizi, non solo per il maggior costo del denaro, ma anche perché le restrizioni del credito le colpiscono e penalizzano in modo particolare. Ritardo nei pagamenti: una vera piaga A questo riguardo si deve segnalare preliminarmente che quasi sempre resta inapplicabile la norma che prevede l'applicazione della mora automatica quando i pagamenti superano i 30 giorni " standard ", o il termine espressamente concordato tra le parti.
La ragione fondamentale si deve ricercare nel fatto che normalmente - come già osservato - la forza contrattuale delle aziende minori non è tale da potere competere con quella di imprese più importanti e la richiesta di interessi potrebbe risultare non opportuna o provocare ritorsioni.
Il quadro della situazione è comunque allarmante, e il confronto con gli altri Paesi della UE conferma che l'Italia ha il poco invidiabile primato dei "ritardi", con una media superiore a quella europea che è di 68 giorni. Interessante e significativo quanto emerge dalla indagine CribisD&B, e cioè che - malgrado i loro problemi di liquidità e le loro difficoltà di accesso al credito - sono le piccole aziende le più puntuali nei pagamenti ai loro fornitori. Più in generale, è emerso che mentre nel 2007 il 50,1% delle imprese saldava i propri debiti entro i termini stabiliti, nel 2008 la percentuale è scesa al 48,55% per poi letteralmente precipitare nei primi nove mesi di quest'anno, fino a raggiungere il 41,87%. Parlando in percentuale, sono i settori delle assicurazioni e quelli delle autofficine e del noleggio che rispettano maggiormente i termini di pagamento convenuti e, al contrario, sono i settori commerciali, compresi quelli della grande distribuzione, che ritardano maggiormente i pagamenti delle fatture emesse a loro carico.
Grave danno per le carrozzerie Molti imprenditori denunciano il fatto che sono costretti a chiudere le loro aziende, o a ridurre la propria attività e il numero dei dipendenti, non in presenza di perdite o di mancanza di ordini, ma per l'insostenibile crisi di liquidità dovuta ai lunghissimi tempi di incasso dei loro crediti. Viene sottolineato che le crescenti difficoltà di accesso al credito rendono ancora più importante la puntualità dei pagamenti. Ecco perché si deve ancora una volta affermare che la crisi economica globale ha solo aggravato i problemi di incasso e di liquidità delle piccole aziende: problemi che preesistevano e che dovranno in ogni caso essere risolti, indipendentemente dall'evolversi favorevole della congiuntura internazionale. ■
Ritardi in percentuale
(Fonte: Cribis-D&B) Pagamenti in ritardo fino a 30 giorni - 2007: 37,15% - 2008: 32,47% - primi nove mesi del 2009: 34,28% Pagamenti in ritardo fino a 60 giorni - 2007: 6,29% - 2008: 7,91% - primi nove mesi del 2009: 8,16% Pagamenti in ritardo fino a 90 giorni - 2007: 3,21% - 2008: 4,47% - primi nove mesi del 2009: 5,87% Pagamenti in ritardo fino a 120 giorni - 2007: 1,45% - 2008: 2,44% - primi nove mesi del 2009: 3,99% Pagamenti in ritardo oltre i 120 giorni - 2007: 1,49% - 2008: 4,16% - primi nove mesi del 2009: 5,82% Pagamenti alla scadenza del termine concordato - 2007: 50,41% di pagamenti puntuali - 2008: 48,55% di pagamenti puntuali - primi nove mesi del 2009: la percentuale scende al 41,87%Foto: Il credito oggi in Italia costa di più che negli altri Paesi europei: il divario è stato accentuato dalla crisi Molte carrozzerie sono costrette a chiudere per mancanza di liquidità più che per mancanza di commesse
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